contro l'AUTOCOMPATIMENTO



Compiangersi
 vittimismo
autocommiserazione
Il fare se stesso oggetto di commiserazione propria.

Questo è il principio della desertificazione dei sentimenti,
rischiamo di diventarne noi stesse vittime,
 Noi siamo parte in causa;  l’inaridimento interiore  è un grande rischio, una persona, infatti, può essere molto sensibile, ma non avere alcuna consapevolezza dei meccanismi che producono l’inaridimento del cuore e, pertanto, soggiacere alle stesse dinamiche distruttive di altri.
La sensibilità, in quanto a se stessa, non è una garanzia di maggiore saggezza o di più lucido spirito critico; la sensibilità può rappresentare una marcia in più per comprendere se stessi e gli altri,  ma anche renderci la vita più faticosa, senza illuminarla di alcuna luce benefica.
Perché la sensibilità sia un elemento di forza e non di debolezza, è necessario che sia posta al servizio dell’intelligenza e della volontà, altrimenti essa deraglia continuamente, affonda nel fango dell’autocompatimento, nelle sabbie mobili del vittimismo o nelle nebbie pericolosissime dell’irresponsabilità e dell’ingenuità autodistruttiva; pertanto occorre lavorare su di essa e non lasciarsene dominare.
D’altra parte, non bisogna fare lo sbaglio di confondere la sensibilità con la profondità dei sentimenti e con la vera sovrabbondanza della capacità affettiva: una persona molto sensibile può anche essere superficiale, egoista, immatura, capace di fare del male agli altri ed a se stessa, per debolezza del discernimento e inconsistenza del codice etico.
Abbiamo bisogno anche di silenzio,
Abbiamo bisogno di ricostruire e ricostruirci
Abbiamo bisogno di ritrovare un cammino
Solo così potremo sperare di ritrovare il nostro cuore di carne,
divenuto pietra.
Solo così potremo riallacciare un vero dialogo con noi stessi,
e con gli altri,
restituendo bellezza e significato alle relazioni umane,
all'amicizia,
all'amore.
Sorridendo alla vita, prima o poi anche lei
ci sorriderà.

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