Ricordare un sogno



Ricordare un sogno per sognare ancora….
Mio padre posizionò per me, sul ramo di un robusto albero

Da frutta, dai fiori bianchi, una piccola altalena.
Praticamente ne avevo l’esclusiva essendo la più fragile
Della famiglia, e poi una volta montata non sarebbero riusciti
A farmi scendere né con le buone né con le cattive, ed infatti gli
Altri bambini di casa ( fratello e cugine ) neanche ci provavano.
Riuscivo a starci per delle ore, adoravo dondolarmi e perdermi nei miei pensieri, perché anche i bimbi pensano, fantasticano, riflettono,
A primavera, andare sull’altalena per me significava fare un viaggio straordinario, destinazione la goduria.
I rami carichi di fiori erano più che un guardare una immersione
Nella bellezza.
Poi bastava un sussurro di vento e i petali cadevano dolcemente,
oscillavano, cambiavano direzione, improvvisavano una danza,
che mi rapiva.
Praticamente allungata nell’altalena, aspettavo curiosa, su
Quale petalo si sarebbe fermato sul mio viso.
Lo vivevo come un bacio lieve ma affettuoso e passionale.
Era un rapporto ricco di un patos emotivo che ho rivissuto soltanto da adulta innamorata nel gioco sessuale.
Aspettavo ad occhi chiusi, perché volevo sentire il bacio del petalo sulla mia pelle, e viverne il piacere che mi provocava in attesa del successivo.
Quando riuscivano a farmi scendere, non tentavano più di convincermi a pettinarmi, per togliermi i petali finiti nei capelli.
Erano il ricordo prezioso del mio amoroso rapporto con la natura.

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