Ridere

    Una prima sgradevole considerazione, si ride/sorridere, sempre meno.
     Sembriamo un continente, in lutto, dalla gradevolezza, dalla leggerezza, dalla capacità di vivere
     la quotidianità con la serenità che deve esserci comunque nella vita.
    Ci svegliamo seriosi, e il cipiglio diventa l'abito  preferito insieme al telefonino che usiamo come
    arma di difesa, barriera visibile contro l'umano genere, che non deve osare contattarci neanche
    per informazioni banali, " Non ascolto è inutile che parli,non vedi, ho gli auriculari"
     Per non parlare dei nostri personali forte alamo, macchine, con le quali ci spostiamo.
     E poi..... arrivano gli indiani, al bar, in ufficio tutti indiani, con i quali siamo in guerra con
     armi che spesso carichiamo con pallottole composte maleducazione anzi malcreanza come
    dicono qui, aggressività e lamentele sui modi, ovviamente degli altri.
     Per ridere serve un'arte raffinata, che inizia escludendo la risata contro, spesso si ride contro,
     e questo normalmente non aiuta il nostro umore.
      Meno cattiva ma certo non liberatoria è la risata complice, cioè il deridere qualcuno per il suo
        essere come persona.                                                                                             
      Anche questa  pur godendo di consenso e di facile condivisione, nei luoghi di lavoro,
      normalmente  non aiuta il nostro umore, anzi ci lascia un amaro  sospetto, che succede quando
      siamo assenti ?
       Già ridere è cosa non facile, vuole come radice l'ironia, crescere senza turpiloquio o maldicen-
       za, condivisione con chi non teme rughe, ma felice dell'opportunità, arriva a rovinarsi
       persino il trucco.




Nessun commento:

love femminismo

love femminismo
email: donnevogabonde@gmail.com