HELLO

       Spero tutti e tutto bene, qui è iniziato il caldo, senza primavera ma subito estate, almeno per noi.

       Le feste Pasquali, non sono molto vissute, però condividono una antica cerimonia, i santeri
       il venerdì Santo coprono i loro altari, in segno di un dolore condiviso per l'assassinio di un giusto
      Gli altari e tanto altro sono presenti sia nelle case di chi ha preso il Santo, che nelle case dei prati-
      canti, la Santeria. E' bene ricordarsi, quando si è invitati , a  non toccare niente di
      di quello che vediamo sparso nella casa. I bicchieri d'acqua per dissetare le anime dei morti, ne   
      fiori o frutti, deposti vicino al santo che intendono onorare, ringraziare, o pregare.
      Non toccare mai le varie zuppiere, o altri oggetti apparentemente decorativi,  perchè sono san-
      tificati.
      Dobbiamo sempre ricordarci, che gestiscono la loro pratica religiosa,  nelle proprie case, con
      molta devozione, poichè non esiste un luogo preposto al culto.
      Esistono luoghi di devozione, dove si recano a pregare, a portare doni per onorare o a com-
      piere rituali.
      Quelli, che più mi emozionano sono nelle chiese, sincretiche, dove tutti compresi i Sacerdoti,
       si sforzano di conciliare elementi religiosi appartenenti alle due culture, cattolicesimo-santeria
       Si distinguono per per il colore degli abiti dei fedeli, per il tipo di fiori, che depongono nella
       cappella laterale, dove è conservata l'immagine devozionale, di entrambi.
       Costumano richiamare l'attenzione del Santo, battendo dei colpi, cosa che fanno abitualmente 
       anche alla fine del pasto per ringraziare, sentirli battere, per richiamare un Santo che può esse-
       re in altre faccende affaccendato, mi ispira una tenerezza dolcissima.
       Parlano in una antica lingua africano nel saluto di preghiera, poi normalmente in spagnolo, per
       domandare, ricordare, ringraziare.
       La pratica religiosa, regolatrice della loro quotidianità, l'antica lingua Africana, delle loro
       preghiere, i rituali, le feste, sono le radici profondissime di una cultura antica, che ha per-
       messo nel tempo di superare la distruzione della schiavitù, permettendole di conservare
       una identità, sconosciuta ad altri infelici, come gli schiavi americani.
       Anche questo contribuisce a rendere unico questo popolo, questa piccola isola.
      

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