Tornare, senza essere ....... mai partita

                                           Uno stop, fisico oltre che psicologico
ha fermato il mio tempo. Capita,e non sempre è soltanto negativo, forse doloroso.
Vivendo sinceramente con me stessa, anche se quanto possiamo realmente cambiare
non sia molto, capire, accettare, deve essere un nostro importante obbiettivo.
Sono convinta che la consapevoleza sia il solo percorso per non perdersi.
Senza ipocrisie, senza indulgenza, senza pregiudizi,
dobbiamo far emergere la verità del nostro sentire, del nostro essere.
Sola, con il solo mezzo della parola detta o ascoltata,
non riuscivo comunque a risolvere, ho chiesto aiuto senza vergogna,
affinchè, la malattia meno visibile, ma pericolosamente invalidante,
potessi gestirla, senza essere costretta a fermarmi, prigioniera nel e del mio dolore.
Bisogna affrontare anche la sgradevole sensazione di sentirsi inadeguate, ma
se non ci facciamo offuscare dai sensi di colpa, ed analiziamo, scopriamo
aspetti di noi stesse sconosciuti, l'importante è diventarne consapevoli.
Poi con la libertà che ci dobbiamo, senza obblighi doverosi, se non per noi stesse
iniziamo ad affrontarli, e piano piano riprendiamo il cammino.

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