W LA DISOBBEDIENZA

  Che mi siano sempre piaciute le donne particolari,sono convinta dipende dal fatto che mia madre mi ha raccontato storie più che fiabe, che avevano sempre come protagoniste donne non 

comuni, donne le cui storie parlavano di ribellione, dissobodienza.
La formazione culturale di mia madre, era avvenuta nel mondo agricolo/pastorale, dove il sapere si tramandava nella maggioranza dei casi oralmente,  in parte affidato alle donne, per quanto concerneva la storia di famiglia, gli usi, i costumi, le credenze religiose e non, quella del lavoro agli uomini, ma essendo la famiglia di mia madre dedita essenzialmente alla pastorizia, i ruoli non potevano essere rigidamente separati, la gestione delle bestie, la produzione del formaggio, la transumanza due volte l'anno, chiedevano tutte le braccia, senza distinsione di sesso o di età, ed in particolare proprio durante la transumanza, era consuetudine,  trovarsi tutti accanto al focolare dove dopo aver cucinato, si restav
a leggere, uno tra i libri posseduti, o si ascoltava chi questi libri già conosceva  a memoria.
Era normale quindi che i libri condivisi anche con i bambini, fossero classici epici, e non certo favole.
Io adoravo sentirmi raccontare la storia della Papessa Giovanna, libro raro che i miei possedevano e 
che dopo i patti lateranenzi furono costretti a bruciare, per evitare una segnalazione alle autorità competenti. Questa premessa, che mia madre, puntualmente mi raccontava ogni volta, mi convinse per deduzione infantile forse, ma non completamente sbagliata, che le autorità non amano i libri, soprattutto quelli che parlano di eventi a loro sgraditi.
La Papessa Giovanna, era una donna, eletta Papa per la cultura, il buon senso, l'uso del sapere, che l'aveva fatta conoscere ed ammirare. Non una elezione legata ad una spartizione di potere tra nobili, come nella norma, ma una elezione dovuta alla personalità, di questo giovane monaco.
Mia madre, inconsapevolmente, parlandomi con tanta stima e simpatia del Papa donne,seminò dentro di me, l'ammirazione per donne che nonostante i tempi ed i luoghi dove nacquero, cercarono sempre di raggiungere obiettivi, proibiti alle donne.
La Papesa Giovanna,tanto stimata da mia madre, era diventata Papa, contro la sua volontà, poichè il suo travestimento da uomo era dovuto al fatto, che colse al volo l'opportunità di essere accettata in un convento, al posto del fratello morto, per poter studiare. Ecco quanto mi piaceva quando i versi iniziavano a raccontare questa fase della vita della giovane fanciulla,destinata ad un matrimonio ad una vita senza storia, dove le gravidanze più delle stagioni avrebbero segnato il suo tempo. No lei voleva studiare, ed essendo non previsto per le donne una qualsiasi forma di studio esterno, fuori dalla propria casa,tanto nessuno chiedeva o sperava in una moglie colta, no alle donne, era chiesto un duro servizio per la riproduzione, anche perchè spesso per poter gestire la casa dove vivevano  dovevano aspettare la morte delle altre donne della famiglia, dove contava più l'età del ruolo.
Lei no, lei lasciò tutto e tutti, per poter accedere ad una scuola, superando ogni difficoltà, si dimostrò in poco tempo capace di apprendere, e di saper trasmettere il suo sapere.
Come mia madre, parlerei a non finire di questa donna, ormai trasformata in una leggenda senza fondamento storico, della quale esistono soltanto due testimonianze una a Roma, nel luogo dove si narra sia stata assasinata, e nel Duomo di Siena, il resto è silenzio, anche perchè, oggi anche nelle fiabe il valore trasmesso è normalmente l'obbedienza e non la ribellione.................continua

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